La mia esperienza porta ad affermare che le condutture elettriche nelle canale metalliche chiuse risultano molto spesso sovradimensionate.
I programmi di calcolo messi a disposizione gratuitamente si basano, per il calcolo del coefficiente di raggruppamento da applicare al fascio di cavi per deciderne la sezione, sull’ipotesi che tutti i circuiti siano in ugual misura caricati. Questo comporta il riferimento ad una situazione che più spesso ha scarsissime probabiltà di verificarsi ed un costo improprio significativo per la realizzazione degli impianti, che stride quest’ultimo con il sempre più importante obiettivo di ridurre gli sprechi.
Invitiamo i responsabili delle norme CEI ad intervenire con urgenza, nei modi che saranno ritenuti più idonei, per orientare con la pubblicazione di norme ad hoc i tecnici ad una progettazione più rispettosa delle risorse dei committenti se non anche di quelle del nostro pianeta.
sabato 16 ottobre 2010
mercoledì 16 giugno 2010
Regola tecnica CEI di connessione BT - CEI 0-16
E' stata presentata, credo oggi 17 giugno 2010, al pubblico per commenti con il numero progtressivo C.1058 il seguente progetto CEI:
Regola tecnica di riferimento per la connessione di utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica.
Riportiamo sotto tra virgolette il testo con il quale il documento viene presentato nel sito CEI, per raccogliere commenti utili prima della stesura finale del documento.
"La presente Norma tecnica e' stata elaborata da un gruppo di lavoro con rappresentanti dei Soci CEI interessati e coinvolti dalla futura applicazione della Norma; questo costituira' l'allegato tecnico alle delibere in materia che saranno adottate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. Il documento tratta della connessione degli Utenti attivi e passivi alle reti di Bassa tensione delle imprese distributrici di energia elettrica, e costituisce il completamento alla Norma CEI 0-16, oggi in vigore, riguardante la regola tecnica di connessione alle reti di distribuzione in AT ed MT. Il documento e' stato avviato all’Inchiesta Pubblica per ottenerne commenti utili al fine del miglioramento del testo sia in relazione ai contenuti tecnici che editoriali. Si raccomanda, perche' possano successivamente essere analizzati con facilita', che i commenti siano di tipo puntuale, con il riferimento alla numerazione dei vari capitoli, paragrafi, ecc. Per questo scopo si prega di utilizzare il "form for comments" (www.ceiweb.it/documenti/FormularioIP.doc) che, debitamente compilato, potra' essere inviato al CEI all’indirizzo E-Mail: dt@ceiweb.it."
Dispiace dover osservare che il documento non sia stampabile e che si costringa il tecnico, non socio CEI, che volesse produrre osservazioni e commenti a leggersi 90 pagine a video.
Credo che pochi saranno i commenti che perverranno al CEI dagli utilizzatori che non sono soci CEI e dello specifico gruppo di lavoro, ma che pur sono coinvolti dal contenuto della norma, visti i pesanti limiti di una procedura che non consente all'interessato di stampare e leggersi senza condizionamenti il documento da studiare.
Mentre da un lato il CEI dichiara in ogni occasione che la norma è condivisa, sembra di contro evidente una profonda discriminazione tra i soci CEI e la categoria più debole degli utilizzatori finali, i cui interessi alla fine non si può affermare siano debitamente tutelati.
Mi chiedo se anche i documenti relativi alle proposte di legge in Italia non siano stampabili.
Possiamo migliorare questa situazione ?
Regola tecnica di riferimento per la connessione di utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica.
Riportiamo sotto tra virgolette il testo con il quale il documento viene presentato nel sito CEI, per raccogliere commenti utili prima della stesura finale del documento.
"La presente Norma tecnica e' stata elaborata da un gruppo di lavoro con rappresentanti dei Soci CEI interessati e coinvolti dalla futura applicazione della Norma; questo costituira' l'allegato tecnico alle delibere in materia che saranno adottate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. Il documento tratta della connessione degli Utenti attivi e passivi alle reti di Bassa tensione delle imprese distributrici di energia elettrica, e costituisce il completamento alla Norma CEI 0-16, oggi in vigore, riguardante la regola tecnica di connessione alle reti di distribuzione in AT ed MT. Il documento e' stato avviato all’Inchiesta Pubblica per ottenerne commenti utili al fine del miglioramento del testo sia in relazione ai contenuti tecnici che editoriali. Si raccomanda, perche' possano successivamente essere analizzati con facilita', che i commenti siano di tipo puntuale, con il riferimento alla numerazione dei vari capitoli, paragrafi, ecc. Per questo scopo si prega di utilizzare il "form for comments" (www.ceiweb.it/documenti/FormularioIP.doc) che, debitamente compilato, potra' essere inviato al CEI all’indirizzo E-Mail: dt@ceiweb.it."
Dispiace dover osservare che il documento non sia stampabile e che si costringa il tecnico, non socio CEI, che volesse produrre osservazioni e commenti a leggersi 90 pagine a video.
Credo che pochi saranno i commenti che perverranno al CEI dagli utilizzatori che non sono soci CEI e dello specifico gruppo di lavoro, ma che pur sono coinvolti dal contenuto della norma, visti i pesanti limiti di una procedura che non consente all'interessato di stampare e leggersi senza condizionamenti il documento da studiare.
Mentre da un lato il CEI dichiara in ogni occasione che la norma è condivisa, sembra di contro evidente una profonda discriminazione tra i soci CEI e la categoria più debole degli utilizzatori finali, i cui interessi alla fine non si può affermare siano debitamente tutelati.
Mi chiedo se anche i documenti relativi alle proposte di legge in Italia non siano stampabili.
Possiamo migliorare questa situazione ?
lunedì 25 gennaio 2010
NORMA CEI 81-10, stima della perdita di vite umane, Lx
Nella norma CEI 81-10/2 si dice che l'ammontare della perdita Lx dovrebbe essere valutato e definito dal progettista della protezione contro i fulmini ( o dal proprietario della struttura ) e che i valori medi riportati nello stesso allegato C sono puramente indicativi. Si chiede anche di utilizzare per l'eventuale valutazione l'equazione C.1 proposta nello stesso allegato.
Mi chiedo se è mai possibile che in tanti anni di attività non mi sia mai imbattuto ( anche nella letteratura specializzata ) in una verifica della necessità dell'attuazione della protezione contro i fulmini che utilizzasse l'indicazione che viene dalla norma. Come mai ??
E' mai possibile che da chi sa non si sia mai voluto spendere una sola parola per indicare ai tecnici come si può affrontare il problema della auspicata non convenzionale determinazione della perdita media, cioè di una grandezza fondamentale nell'applicazione della norma.
Chiedo ai colleghi di attivarsi in tal senso.
Mi chiedo se è mai possibile che in tanti anni di attività non mi sia mai imbattuto ( anche nella letteratura specializzata ) in una verifica della necessità dell'attuazione della protezione contro i fulmini che utilizzasse l'indicazione che viene dalla norma. Come mai ??
E' mai possibile che da chi sa non si sia mai voluto spendere una sola parola per indicare ai tecnici come si può affrontare il problema della auspicata non convenzionale determinazione della perdita media, cioè di una grandezza fondamentale nell'applicazione della norma.
Chiedo ai colleghi di attivarsi in tal senso.
venerdì 25 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Impianti elettrici nelle cabine a norme CEI ?
Una espressione riduttiva ed errata, che ho sempre combattuto, non compare più nei nuovi documenti emessi dal Comitato Elettrotecnico Italiano, che regolano le connessioni in MT. L’affermazione dell’obbligo dell’osservanza delle norme CEI, che compariva nelle vecchie DK5600, emesse dal distributore pubblico, oggi sostituite dai documenti del CEI, è scomparsa, nel rispetto della legge 186/68 dello Stato Italiano. Un'importante traguardo da attribuirsi all’AEEG e ai suoi collaboratori ?
Siamo tutti d'accordo che si tratta di un passo avanti ai fini del rispetto della legge ?
Siamo tutti d'accordo che si tratta di un passo avanti ai fini del rispetto della legge ?
sabato 5 dicembre 2009
NORMA CEI 0-16. Enel e utenti. Due pesi, due misure ?
Recentemente ( anno 2009 ) ho potuto vedere una cabina di consegna in MT e insieme di trasformazione MT/BT nuova del distributore. All'interno vi si trovavano installati due trasformatori 20.000/400 V di potenza nominale pari a 630 kVA ( vcc % 5.81 ), protetti ciascuno da interruttore di manovra – sezionatore con fusibili. Mi pare che all’utente ciò non sia consentito dalla vigente norma CEI 0-16, in quanto si ritiene che una simile situazione possa danneggiare la qualità del servizio del distributore. La domanda che ho già rivolto al prof. Vito Carrescia e che rivolgo a tutti e all’AEEG è la seguente : perché due pesi e due misure ?
venerdì 20 novembre 2009
RIFASAMENTO INDUSTRIALE n. 2, norma CEI EN 61439 e CEI 17-13
RIFASAMENTO INDUSTRIALE n. 2
Dimensionamento del conduttore di terra
In alcune applicazioni ordinarie un costruttore di apparecchiature di rifasamento automatico chiede di utilizzare un conduttore di terra di sezione pari al 60% del conduttore di fase dell'alimentazione. Abbiamo rivisitato la norma CEI 64-8 per verificare se in essa si potesse trovare la giustificazione di una tale richiesta così precisa. In realtà non abbiamo trovato nei disposti della norma questa curiosa disposizione. Pur ritenendo che tale richiesta non risulti in genere pericolosa, non è chiaro il motivo per il quale il costruttore si assuma la responsabilità di andare oltre la norma, quando sarebbe stato sufficiente rimandare ai contenuti della norma tecnica vigente. A difesa del costruttore si può dire che questi per il conduttore di protezione chiedendo il 60 % della sezione del conduttore di fase si cautela ( con un 20 % supplementare ) rispetto alla possibile scelta prevista/concessa dalla norma CEI 64-8, quella convenzionale.
Propongo le seguenti osservazioni al riguardo. Supponiamo come spesso accade che il quadro di rifasamento automatico si trovi nel locale cabina di trasformazione appena a valle del quadro generale di BT. Sappiamo che le correnti di corto circuito verso terra nel locale cabina di trasformazione sono quasi uguali alle corrispondenti di corto circuito trifase, per le quali devono essere dimensionati i conduttori di fase. Non si capisce per quale motivo il conduttore di protezione in tale situazione possa essere scelto di sezione metà ( 50 % ) o sezione pari al 60 % di quella del conduttore di fase, visto che la corrente che lo può interessare è la stessa che percorre il corrispondente conduttore di fase.
Aggiungiamo a completamento di quanto esposto, come segnale di attenzione di come anche alle stesse norme si debba guardare con attenzione critica, che la stessa possibilità concessa dalla norma di scegliere la sezione del conduttore di protezione con il calcolo non è cautelativa, almeno nella situazione presentata, che riguarda cioè i locali cabine di trasformazione e quelli ad essi vicini e che può risultare abbastanza generale. Infatti mentre le correnti di corto circuito in prossimità del trasformatore si manifestano con un transitorio non trascurabile, la formula presentata all’articolo 543.1.1 della norma CEI 64-8 per consentire il calcolo della sezione minima da adottare non tiene conto di tale fenomeno: ciò purtroppo a sfavore della sicurezza.
Per concludere troviamo più giusto che il costruttore del quadro di rifasamento debba demandare la scelta della sezione del conduttore di protezione al progettista dell’impianto elettrico e/o della modifica o ampliamento dello stesso ( legge 46/90 e DM 37/2008 ) o comunque alle regole di buona tecnica vigenti, ricordando solo ciò che la norma CEI sulle apparecchiature ( AS e ANS ) propone ai fini della protezione dai contatti indiretti.
Di quel numero particolare pari al 60 % affacciatosi nel nostro approfondimento parleremo in un’altra occasione, quando tratteremo la tenuta dei quadri di rifasamento al corto circuito.
Dimensionamento del conduttore di terra
In alcune applicazioni ordinarie un costruttore di apparecchiature di rifasamento automatico chiede di utilizzare un conduttore di terra di sezione pari al 60% del conduttore di fase dell'alimentazione. Abbiamo rivisitato la norma CEI 64-8 per verificare se in essa si potesse trovare la giustificazione di una tale richiesta così precisa. In realtà non abbiamo trovato nei disposti della norma questa curiosa disposizione. Pur ritenendo che tale richiesta non risulti in genere pericolosa, non è chiaro il motivo per il quale il costruttore si assuma la responsabilità di andare oltre la norma, quando sarebbe stato sufficiente rimandare ai contenuti della norma tecnica vigente. A difesa del costruttore si può dire che questi per il conduttore di protezione chiedendo il 60 % della sezione del conduttore di fase si cautela ( con un 20 % supplementare ) rispetto alla possibile scelta prevista/concessa dalla norma CEI 64-8, quella convenzionale.
Propongo le seguenti osservazioni al riguardo. Supponiamo come spesso accade che il quadro di rifasamento automatico si trovi nel locale cabina di trasformazione appena a valle del quadro generale di BT. Sappiamo che le correnti di corto circuito verso terra nel locale cabina di trasformazione sono quasi uguali alle corrispondenti di corto circuito trifase, per le quali devono essere dimensionati i conduttori di fase. Non si capisce per quale motivo il conduttore di protezione in tale situazione possa essere scelto di sezione metà ( 50 % ) o sezione pari al 60 % di quella del conduttore di fase, visto che la corrente che lo può interessare è la stessa che percorre il corrispondente conduttore di fase.
Aggiungiamo a completamento di quanto esposto, come segnale di attenzione di come anche alle stesse norme si debba guardare con attenzione critica, che la stessa possibilità concessa dalla norma di scegliere la sezione del conduttore di protezione con il calcolo non è cautelativa, almeno nella situazione presentata, che riguarda cioè i locali cabine di trasformazione e quelli ad essi vicini e che può risultare abbastanza generale. Infatti mentre le correnti di corto circuito in prossimità del trasformatore si manifestano con un transitorio non trascurabile, la formula presentata all’articolo 543.1.1 della norma CEI 64-8 per consentire il calcolo della sezione minima da adottare non tiene conto di tale fenomeno: ciò purtroppo a sfavore della sicurezza.
Per concludere troviamo più giusto che il costruttore del quadro di rifasamento debba demandare la scelta della sezione del conduttore di protezione al progettista dell’impianto elettrico e/o della modifica o ampliamento dello stesso ( legge 46/90 e DM 37/2008 ) o comunque alle regole di buona tecnica vigenti, ricordando solo ciò che la norma CEI sulle apparecchiature ( AS e ANS ) propone ai fini della protezione dai contatti indiretti.
Di quel numero particolare pari al 60 % affacciatosi nel nostro approfondimento parleremo in un’altra occasione, quando tratteremo la tenuta dei quadri di rifasamento al corto circuito.
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