Osservazione n. 2 Il baricentro di che cosa?
Nel fare il calcolo del baricentro la norma CEI 64-8, Parte 8 non è precisa
sulle grandezze da “pesare” per determinarlo. E non è una cosa da poco.
Caso a. Poiché la prima Parte 8 è dedicata all’efficienza degli impianti
elettrici, essa propone di pesare l’energia annua assorbita da ogni
carico.
Caso b. Nel trattare poi l’argomento la norma concede, nel caso non fossero
disponibili i dati relativi ai consumi di energia dei previsti carichi
elettrici, di riferirsi alle potenze degli stessi carichi (
potenze nominali, potenze medie, …. ?).
Caso c. Con il terzo metodo (calcolo del percorso medio più breve) proposto
nella norma per determinare la posizione migliore, in cui collocare il quadro
principale dell’impianto, la norma improvvisamente ritiene che si possano
pesare i quadrati delle energie annue consumate dai carichi.
Credo che a nessuno sfugga la differenza sostanziale, che
intercorre tra le tre grandezze che la norma quasi indifferentemente propone di
pesare per calcolare il baricentro dei carichi, senza offrire alcun commento di
approfondimento.
Ovviamente la collocazione del baricentro che risulta dalla ponderazione delle
tre ben diverse grandezze, cui fare riferimento, risulterà diversa. Quale la
collocazione più corretta? Pare non trascurabile la confusione presente
nella parte del documento coinvolta.
Perché la norma propone in cinque, sei pagine, se non di più, l’uso di formule
peraltro banali, per calcolare le coordinate di un baricentro, senza definirne
nei vari casi il più autentico significato?
Torneremo a considerare il confronto tra il caso a, il caso b e il caso c, in
quanto ci pare di poter cogliere un vero e proprio errore commesso
dalla norma.
Non pare possibile, ma forse è proprio così!
Osservazione n. 3
La norma alla fine del punto A1, Metodo del baricentro,
dell’Allegato A (CEI 64-8, Parte 8) raccomanda “di posizionare il trasformatore
o il quadro di distribuzione che alimento questo gruppo di n carichi il più
vicino possibile al baricentro di questi carichi elettrici".
A parte, come già detto, che non è la stessa cosa in un
impianto elettrico posizionare il trasformatore e il quadro principale (!),
ritengo che la Norma CEI 64-8 commetta un altro non trascurabile errore nel
proporre una tale precisa raccomandazione.
Poiché il testo normativo non pone ipotesi di sorta e
assumendo che l’energia è il prodotto della potenza erogata per il tempo di
erogazione, vale infatti l’osservazione che segue.
A parità di energia E consumata annualmente da un carico che
assorba tale energia con una corrente costante I1 e da un carico che la assorba
con una corrente costante I2 pari alla metà di I1, evidentemente per un tempo
T2 doppio del tempo T1 che vale per I1, e
a parità, di massima, di sfruttamento del rame delle
condutture, come può conseguire ad una ordinaria progettazione, le perdite in
ogni metro di conduttura non sono nei due casi per niente uguali, come
perentoriamente lascia intendere in pratica la ingiustificata raccomandazione
della norma CEI all'inizio citata.
Ad esempio per una I1 e I2 pari rispettivamente a 100 A e a
50 A le perdite unitarie nel circuito percorso dalla corrente I1 di massima è
sede di perdite pari a 1,48 volte quelle del circuito interessato dalla
corrente inferiore I2.
Quindi il peso della stessa energia E nella determinazione
del baricentro è per i due circuiti ben diverso da quello che la norma
semplificando (?) ipotizza. Si deve tener presente che per rapporti di corrente
I1/I2 superiori a 2 il valore delle perdite per metro di circuito aumenta
rispetto a 1,48.
Anche dal punto di vista dei costi di primo impianto, oltre
che di gestione, la raccomandazione della Norma non fa tornare i conti, cioè
essa comporta un maggior costo iniziale, che pare non dovuto.
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