Ho preso in considerazione i dati riportati nell’articolo dal titolo "La densità di fulminazione nel territorio italiano" a firma di Marina Bernardi di CESI spa comparso sulla rivista AEIT, gennaio/febbraio 2007. Un articolo molto interessante e rigraziamo l’autrice.
E’ riportata a pag. 51 una mappa dell’Italia indicante i risultati di una campagna di rilevazione della densità di fulmini ( Nt ) caduti nel territorio nazionale nell’arco del decennio 1969-1979 eseguita da Enel. Si notano valori mediamente abbastanza inferiori a quelli presenti nella datata norma CEI 81-3.
Tre mappe simili ( densità di rilevazione dei fulmini a terra ) relative agli anni 2002, 2003 e 2004, griglia 20 x 20 km, ottenute con il sistema moderno di rilevazione del SIRF, sono disponibili a pag. 56 nella stessa rivista anche se non con una buona definizione. Si notano valori mediamente abbastanza inferiori a quelli presenti nella norma CEI 81-3.
Una mappa simile ( densità di rilevazione dei fulmini a terra ) relativa all’arco temporale 2005 e 2006, ottenuta con il sistema moderno di rilevazione del SIRF, è disponibile a pag. 55 sempre non con una buona definizione. Si notano valori mediamente circa uguali a quelli presenti nella norma CEI 81-3. La distribuzione però dei valori di Nt sul territorio nazionale è molto diversa da quella presente nella norma CEI 81-3.
Qualche anno fa in un catalogo CONTRADE, nota società distributrice di limitatori di sovratensione, era proposta la carta della densità di fulminazione del territorio italiano per l'anno 1999 ( fonte CESI-SIRF ). Anche dall'esame di questo documento si possono notare valori mediamente inferiori di Nt rispetto a a quelli indicati nellanorma CEI 81-3.
Si conclude che mediamente i valori più probabili di Nt sono inferiori a quelli proposti dalla norma CEI 81-3. Pertanto anche se non per entità importanti si può dire che i valori di Nt proposti dalla norma CEI e che ancor oggi tutti usiamo sono doppiamente soprastimati: 1 ) i valori effettivi risultano inferiori come dimostra l’esame appena condotto, che pur non presentando la dovuta compiutezza, esprime comunque una valutazione molto indicativa; 2) la suddivisione in zone di ugual valore di Nt non rispecchia la realtà, infatti, ad esempio, nell’area contrassegnata con Nt pari a 4 fulmini/km2 la densità di fulminazione può variare da 2,5 a 4, e mediamente si deve ipotizzare che valga 3,25. Per effetto delle due cause di sovradimensionamento e per quanto già detto in questo blog in "VALORE DI Nt", in "Nt NELLA NORMA CEI 81-3 OBSOLETI ? n. 1 e n. 2" è plausibile pertanto ipotizzare un coefficiente di sovradimensionamento medio di Nt pari a 1,5 da utilizzare per il calcolo del sovradimensionamento globale del rischio da fulminazione.
Non si può non osservare che in tutto l’apprezzabile articolo presentato sulla rivista AEIT, che occupa ben otto pagine della rivista, non si spende una parola per informare il lettore su un risultato di fondamentale importanza : i valori di Nt ricavabili dai nuovi rilievi sono superiori o inferiori a quelli che ancor oggi ex norma CEI 81-3 utilizziamo?
La risposta a me sembra scontata e non mi capacito del fatto che una tale questione sia confinata in una specie di Limbo.
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mercoledì 12 novembre 2008
lunedì 10 novembre 2008
- VALORE DI Nt
Su una mappa isoceraunica autorevole reperibile almeno fino a ieri in rete ( immessa a mo' di esempio ) si nota che per una buona parte di Milano e dei dintorni ( almeno per tutto il territorio rappresentato ) nell'anno 2002 il valore di Nt è stato mediamente 2 fulmini per kilometro quadrato. Infatti per metà dell'area rappresentata Nt è compreso tra 1 e 2, per l'altra metà tra 2 e 3.La norma CEI 81-3 riporta il valore, cautelativo nei confronti di queste rilevazioni, pari a 4. Rispetto a questa singola valutazione si ricava un coefficiente di sicurezza pari a 2. Di più non possiamo osservare.
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- Nt NELLA CEI 81-3 OBSOLETI? n. 1
E’ inaccettabile che in Italia dal 1997 ( ? ) si raccolgano dal SIRF dati statistici sul numero di fulmini a terra che cadono sul nostro territorio e che di essi non si possa usufruire.E’ inaccettabile anche che non si sappia se i valori di Nt presenti nella datata norma CEI 81-3 siano attendibili alla luce dei risultati ottenuti con le nuove metodologie di rilevo, molto più precise ed affidabili.Si possono fare le seguenti due considerazioni:1) sembra poco probabile che i valori ( Nt ) rilevati dal SIRF siano superiori a quelli presenti nella norma CEI 81-3; la mancata pubblicazione dei dati si configurerebbe come un attentato alla salute pubblica e andrebbe per giunta contro gli interessi degli stessi costruttori di componenti atti a realizzare i parafulmini e I limitatori di tensione, che non sono certo disinformati e sprovveduti; 2) sembra ben più probabile che i valori di Nt rilevati dal SIRF siano inferiori a quelli di riferimento contenuti nella norma CEI 81-3: non diffondendoli si agisce ( apparentemente ! ) a favore della sicurezza e nell’interesse pur legittimo dei costruttori. E’ chiaro che agire in favore della sicurezza significa anche agire a scapito delle tasche dei cittadini in quanto tali e in quanto imprenditori. Essi possono essere indotti a pagare una esuberante installazione di componenti. Mi pare che comunque quanto osservato meriti un approfondimento sotto diversi e importanti aspetti : rispetto per una valutazione obiettiva e non convenzionale dei rischi, rispetto per un impiego razionale ed appropriato delle (sempre scarse !) risorse disponibili, rispetto per il ruolo dei tecnici ( non burocraticamente esecutori, ma interpreti delle reali situazioni di rischio ) e rispetto per una vera cultura della sicurezza. Il nostro ruolo di professionisti, in quanto tecnici, è quello di far valere le nostre osservazioni in difesa degli interessi della società, che coincidono più di quanto non si creda con i nostri stessi interessi. Si auspica anche un maggior contributo dei professionisti nella stesura/formazione delle norme CEI. Altri credo interessanti approfondimenti su Nt seguiranno.
- Nt NELLA CEI 81-3 OBSOLETI? n.2
Nt in Italia nell’anno 2001 secondo SIRF.Abbiamo la fortuna di poter osservare nel numero di settembre 2003 della rivista AEIT la mappa isoceraunica ( fulmini a terra per kilometro quadrato e per anno ) del territorio italiano per l’anno 2001.L’esame sommario della mappa sembra consentire di affermare che i valori rilevabili sono mediamente inferiori a quelli riportati nella mappa isoceraunica proposta nella norma CEI 81-3 ( 1999 ).Un altro tassello a favore del fatto che i valori riportati della norma CEI sono superiori a quelli effettivi?
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