Sempre a seguito di altri interventi sufficienti per chiedere la modifica del punto 6.3 di CEI 64-8/8 sul baricentro dei carichi elettrici” propongo le seguenti ulteriori osservazioni, non proprio trascurabili.
Un carico elettrico A di 100 A, che corrisponde ad un certa energia E , ha
coordinate x = 0 m e y = 0 m.
Un secondo carico B di 100 A ( pari energia E) ha coordinate
x = 60 m, y = 60 m.
Il baricentro , calcolato secondo il paragrafo 6.3 di CEI 64-8/8 cade a metà della distanza tra i due punti (x = 30 m, y = 30 m). Però un qualsiasi punto della retta che unisce i carichi A e B e non solo il baricentro indicato dalla norma gode della proprietà per la quale l’alimentazione dei due carichi mette in gioco complessivamente perdite joule nei circuiti di alimentazione di ugual valore, pari al moinimo.
Se il secondo carico, chiamiamolo C, valesse 300 A (energia
3E) e avesse le stesse coordinate x = 60 m, y = 60 m, il baricentro cadrebbe
nel punto di coordinate (x=45 m, y = 45 m). In questo punto dovremmo collocare
il quadro di alimentazione per ridurre le perdite al minimo secondo il
paragrafo 6.3 di CEI 64-8/8.
Siamo sicuri? L’indicazione proposta dalla norma non è
errata? Il punto migliore in cui collocare il quadro principale per ridurre le
perdite nei circuiti di alimentazione non è il punto più vicino possibile al
carico C lungo la diagonale che unisce A a C?
Sussistono ipotesi importanti che la norma tecnica di
derivazione internazionale ( IEC) ha dimenticato di formulare? Dove sbaglio ?
Nessun commento:
Posta un commento