sabato 10 ottobre 2026

Il baricentro dei carichi calcolato secondo CEI 64-8/8 assicura veramente le minori perdite di distribuzione ai quadri elettrici secondari?


Per chi segue le mie note molto critiche sulle modalità di calcolo proposto dalla norma tecnica CEI 64-8 del baricentro dei carichi elettrici, che assicura la maggior riduzione delle perdite di distribuzione nei circuiti che alimentano i quadri secondari, aggiungo una osservazione quantitativa, spero interessante, a quanto già esposto.
Ho simulato un semplice impianto che vede nel piano cartesiano un primo quadro secondario in A (x = 0 ,y = 50 m, IB =52,8 A, S = 10 mm2 ), un secondo quadro secondario in B (x= 50 ,y = -50 m, IB =52,8 A , S= 10 mm2) e un terzo quadro secondario in C (x= 100, y= 0 m, IB =115,2 A, S= 35 mm2). Tra la posizione calcolata secondo le perentorie indicazioni raccomandate nell’Allegato A della norma CEI 64-8/8 (XB1) e quella calcolata secondo criteri tecnici/scolastici appropriati (XB2) risulta a me una distanza, non certo trascurabile, pari a circa 12 m. L’errore non è accettabile soprattutto per chi sulla base di altre contingenze deve decidere l'effettiva collocazione finale del quadro principale, con la possibilità di introdurre così un necessario ulteriore scostamento oltre a quello, non da poco, che la norma in qualche misura per motivi tutti da scoprire risulterebbe (inconsapevolmente?) nascondere.

Non mancheranno altre osservazioni.