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martedì 29 settembre 2026

Metodo del baricentro proposto dal paragrafo 6.3 della CEI 64-8/8. Ulteriori osservazioni negative !

Sempre a seguito di altri interventi  sufficienti per chiedere la modifica del punto 6.3 di CEI 64-8/8 sul baricentro dei carichi elettrici” propongo le seguenti ulteriori osservazioni, non proprio trascurabili.

Un carico elettrico A di 100 A,  che corrisponde ad un certa energia E , ha coordinate x = 0 m e y = 0 m.

Un secondo carico B di 100 A ( pari energia E) ha coordinate x = 60 m, y = 60 m.

Il baricentro , calcolato secondo il paragrafo 6.3 di CEI 64-8/8 cade a metà della distanza tra i due punti (x = 30 m, y = 30 m). Però un qualsiasi punto della retta che unisce i carichi A e B e non solo il baricentro indicato dalla norma gode della proprietà per la quale l’alimentazione dei due carichi mette in gioco complessivamente perdite joule nei circuiti di alimentazione di ugual valore, pari al moinimo.

Se il secondo carico, chiamiamolo C, valesse 300 A (energia 3E) e avesse le stesse coordinate x = 60 m, y = 60 m, il baricentro cadrebbe nel punto di coordinate (x=45 m, y = 45 m). In questo punto dovremmo collocare il quadro di alimentazione per ridurre le perdite al minimo secondo il paragrafo 6.3 di CEI 64-8/8.

Siamo sicuri? L’indicazione proposta dalla norma non è errata? Il punto migliore in cui collocare il quadro principale per ridurre le perdite nei circuiti di alimentazione non è il punto più vicino possibile al carico C lungo la diagonale che unisce A a C?

Sussistono ipotesi importanti che la norma tecnica di derivazione internazionale ( IEC)  ha dimenticato di formulare?  Dove sbaglio ?


domenica 6 settembre 2026

Il baricentro dei carichi elettrici. Una proposta per il CEI

Il calcolo del baricentro proposto dalla norma tecnica CEI intende decisamente minimizzare le perdite di energia di un impianto elettrico utilizzatore.

Lo fa calcolando le coordinate nel piano cartesiano del punto (baricentro dei carichi elettrici) (collocamento del quadro elettrico principale), dal quale è consentito alimentare n noti carichi elettrici (sottoquadri/quadri di reparto) dell’impianto caratterizzati ciascuno da una definita posizione in pianta (coordinate cartesiane, xi,yi) e dall’energia annua Ei necessaria per il loro funzionamento, con lunghezze dei circuiti tali da minimizzare le perdite joule nei circuiti della complessiva distribuzione.

Come può la norma tecnica affermare che il baricentro dei calcoli così calcolato minimizza le perdite della distribuzione dell’energia elettrica nell’impianto preso in esame? Ciò senza indicare nessuna delle numerose ipotesi che eventualmente consentono la predetta puntuale affermazione.

Le numerose importanti ipotesi necessariamente da considerare sono state indicate nei precedenti interventi in questo thread dal titolo “Con il metodo del baricentro (6.3 di CEI 64-8/8) gli utenti della norma sono presi in giro?”,  nel thread dal titolo “Sempre sul baricentro dei carichi elettrici. Quale regola d'arte nella CEI 64-8, Parte 8?” e nell’articolo “Il calcolo del baricentro dei carichi elettrici” pubblicato circa un anno fa sempre in  EY.

A nostro avviso la norma tecnica, per il rigore con il quale si deve sempre esprimere, anziché produrre pagine e pagine, costose e da leggere sull’argomento, avrebbe dovuto in poche righe ricordare l’importanza di uno studio relativo alla collazione del quadro principale di un impianto elettrico utilizzatore ai fini del contenimento delle perdite di distribuzione dell’energia ai diversi carichi e ricordare che un orientamento di larga massima sulla sua conveniente collocazione si può ottenere mediante il calcolo della lunghezza media dei circuiti da realizzare, ponderata per mezzo delle energie annue richieste dai carichi.  

Più utilmente la norma avrebbe potuto eventualmente fornire agli utenti della norma approfondimenti sulle varie grandezze (non poche !) che a parità di energia annua richiesta possono influenzare significativamente il risultato.

domenica 10 maggio 2026

COMMENTO AL TESTO DELLA NUOVA EDIZIONE DELLA GUIDA CEI ALL'UTILIZZO DEGLI SPD IN INCHIESTA PUBBLICA

 In www.google.com scrivendo e cliccando su  "cei inchieste pubbliche" compaiono i documenti attualmente in inchiesta pubblica. Il terzo documento è il "Progetto: CEI PRJ-3605 – Guida CEI 81-29

Guida per l’applicazione della Norma CEI EN 62305-2:2024. Valutazione della frequenza di danno F per gli impianti interni e del rischio R per le strutture". La data limite per la presentazione dei commenti  è il 24 giugno 2026.

Cliccando su  "VISUALIZZA"  appare il documento che si può scaricare e commentare. 

L'utilizzo degli SPD diventa sempre più importante e impegnativo nella realizzazione degli impianti elettrici. 

A me sembra però che l'utenza rimanga praticamente, non poco, esclusa dalla definizione dei contenuti della guida come della stessa  Norma CEI EN 62305-2:2024.  A mio avviso molte sono le osservazioni, anche di carattere generale, che si possono fare: esporrò le mie!  

Vorrei sentire in proposito anche quelle dei colleghi.