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giovedì 2 aprile 2026

Quando un quadro elettrico non provato al cortocircuito può essere installato?

 

Pare che secondo la norma tecnica applicabile un quadro elettrico non provato al cortocircuito possa essere installato

a)    quando la corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione è minore di 10 kA, 

oppure

b)    quando ha in ingresso un dispositivo di protezione che limita a 17 kA la corrente di picco in corrispondenza del suo potere di interruzione o in corrispondenza della corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione,

oppure

c)     quando è installato a monte del quadro un dispositivo di protezione in grado di limitare a 17 kA la corrente di picco della corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione.

A me sembra errata questa formulazione in quanto le due condizioni a) e b) o a) e c) devono essere soddisfatte contemporaneamente. Almeno se vogliamo dare una giustificazione tecnica alla disposizione normativa. Ciò in quanto spesso non vale la regola che, quando la corrente di cortocircuito è pari a 10 kA, la corrente di picco corrispondente è inferiore a 17 kA. Ciò è vero solo se il fattore  della corrente di cortocircuito è inferiore o uguale a 0,5. Ricordo che 0,5 è il valore del fattore di potenza convenzionale con cui vengono testati gli interruttori automatici di protezione per determinarne il potere di interruzione per la classe di potere di interruzione fino a 10 kA. La realtà impiantistica non rispetta certo questa convenzione.

E’ significativo al fine di dare ragione alla mia non trascurabile affermazione esaminare con attenzione il caso descritto nell’allegato C della guida CEI 121-5 in vigore. Esso descrive un quadro con In pari a 630 A, per il quale la guida non prevede, a mio avviso erroneamente, la necessità di eseguire le prove di corto circuito. Faremo questo esame prossimamente e dimostreremo come l'esempio possa risultare fuorviante per gli utenti della norma e della guida.


giovedì 26 dicembre 2019

Sempre sul cosfi di corto circuito cui riferire il PI degli interruttori


Ecco cosa si poteva leggere un bel po' di anni fa nei documenti IEEE. Niente di simile si può dedurre alla lettura della norma CEI 64-8. Ciò nel silenzio in proposito dei costruttori.
"These multiplying factors are based on calculated values for peak currents rather than  ( piuttosto che ) on laboratory tests. Individual manufacturers may have additional information.

For example, consider a 225 A MCCB with an interrupting rating of 35 000 A to be applied on a circuit with a short-circuit availability of 24 000 A and a power factor of 10%. Select the multiplying factor of 1.13 and multiply the 24 000 A short circuit by it to arrive at the new short circuit of 27 100 A. In this case, the MCCB is suitable for the 27 100 A short circuit because of its 35 000 A rating."

Il fatto importante è che nel mercato americano la procedura è codificata.

domenica 30 agosto 2015

Il costo discutibile delle guide CEI


Il costo discutibile delle guide CEI

Ho considerato la guida  CEI 121-5 ( 2015-07 ), Guida alla normativa applicabile ai quadri elettrici di bassa tensione e riferimenti legislativi, ediz. CEI, 166 pagine, di recentissima pubblicazione, il cui costo è di 96,00 euro e in particolare la sua pag. 110. Il contenuto di tale pagina è di circa ( 30 righe  x 96 caratteri/riga ) 2880 caratteri.  Risulta per la guida CEI un costo per facciata pari a 0,578 euro.

Ho considerato il testo Quadri Bassa Tensione, ediz. TNE, 324 pagine, di meno recente pubblicazione ( 2014 ), il cui costo è di 37,50 euro e in particolare la sua pag. 264. Il contenuto di tale pagina è di circa  ( 31 righe  x 88 caratteri/riga ) 2728 caratteri. .  Risulta per il testo TNE un costo per facciata pari a 0,116 euro.

Le due facciate mi sono sembrate di massima tra loro confrontabili. Si potrà comunque ripetere il confronto per altre pagine.

Non sono entrato nel merito della sostanza e qualità dei contenuti delle pagine confrontate. Tale importante confronto potrà essere oggetto di future significative considerazioni.

Non si può non notare che il costo del documento edito dal CEI ha un costo circa cinque volte superiore a quello del testo edito da TNE.

Al di là di un confronto di merito sui contenuti, che posso anticipare, a mio parere, nettamente a favore del testo TNE, ritengo che la situazione descritta sia intollerabile e meriti una tempestiva riflessione/approfondimento e un aperto pubblico dibattito/discussione.
Prego i colleghi di verificare i calcoli effettuati e di estenderli ad altre pagine e ad altre guide e resto in attesa di commenti.