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CEI 121-5, ATTENZIONE ! La verifica termica presentata nell’allegato C appare fuorviante.
A parte il buco normativo di
non poco conto, che abbiamo voluto segnalare martedì 5 maggio 2026 in questo
blog con il titolo “Verifica termica
prevista dalla norma CEI EN IEC 61439-1 e 2 zoppa?”, altre situazioni negative
possono essere riscontrate e sono a chiedere in proposito se è giusto
preoccuparsi di farlo, come sto tentando di fare.
Perché non chiedere che le
cose migliorino? Sto esagerando?
La guida CEI 121-5 nell’Allegato C conclude che la verifica termica del quadro
in esame è superata in quanto la potenza, che la carpenteria del quadro
adottata è in grado di smaltire, è pari a 420 W ( ex costruttore della
carpenteria ) e in quanto la potenza dissipata all’interno del quadro ( ex
calcoli sviluppati nell’esempio) risulta di 417,73 W, e in quanto quest’ultima
risulta inferiore alla prima (420 W).
A me non pare il caso che una guida a carattere nazionale approvi una simile
situazione, quasi al limite, in particolare senza precisare le
ipotesi/semplificazioni adottate, che, se pur di non grande peso, quanto però
nel caso specifico determinanti, non dovrebbero, almeno dal punto di vista
generale, formale e didattico, essere trascurate.
Ad esempio se ipotizziamo mediamente pari a 7 W il consumo di targa di un TA da
800 A/5 A (tradizionale, meno costoso), possiamo attribuire ad ogni TA un
consumo relativo a 630 A ( In del quadro ) pari a 4,34 W. I TA sono 3, per cui
la potenza da mettere in conto è già di 13 W. Una quindicina di watt da
smaltire pertanto si dovrebbero metter in conto tenendo conto dei TA e
dell’analizzatore di rete. Pertanto la conclusione positiva presentata
nell’Allegato C della guida CEI 121-5 sembra fuorviante e non accettabile.
Presentare i risultati dei calcoli in tutta generalità con la precisione del
centesimo di watt e accettare la verifica della disequazione con un
ridottissimo margine di sicurezza (2,27 W, 0,5%) da un lato e allo stesso tempo
dimenticare del tutto la presenza dei TA e dell’analizzatore di rete (3,5 %)
già qualifica l’esempio fornito dalla guida non proprio all’altezza dell’ente
che lo ha prodotto. Si tenga poi anche conto di quanto l’ambiente normativo
suggerisce oggi in proposito e cioè di prevedere la misura di corrente per
tutti i circuiti più importanti.
Di un altro contributo alla potenza da dissipare, molto più significativo ai
fini della verifica termica, che ci sembra mal/erroneamente valutato (a sfavore
della sicurezza !) nell’esempio proposto nella guida, si potrebbe ancora dire e
lo diremo.
Tutto ciò dovrebbe giustificare la pretesa di una maggior cura/attenzione nella
emissione della guida. Quali sono le ragioni della, a mio avviso, insufficiente
qualità del prodotto?
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